lunedì 6 febbraio 2012

NO ALLA CENTRALE A BIOMASSA A PESCARA


Salve sono Paolo Carinci ecologista di Pescara e dico :

NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE DELLA FATER A PESCARA PORTERA' 7 TONNELLATE DI POLVERE DENTRO I POLMONI DEI PESCARESI AVRANNO L'EFFETTO DI MANDARENE TANTISSIMI AL CIMITERO RIBBELLIAMOCI SCRIVIAMO AL SINDACO E FATER CHE QUESTA CENTRALE NON LA VOGLIAMO NEMMENO SE RISPETTANO TUTTI I PARAMETRI PERCHE' DAL CAMINO ESCE L' EFFETTO DI UNA COMBUSTIONE MANDA LA TUA EMAIL DI PROTESTA
LA SITUAZIONE DELL'ARIA PESCARESE GIA RISULTA FORTEMENTE INQUINATA.

A Pescara, dal 1991 al 2001, le donne decedute a causa di un tumore sono state 1.474, le morti attese (quelle che si prevedeva avvenissero stando alla media regionale) dovevano essere 1.276. Il dato reale mostra un'incidenza del 15 per cento in più. Lo stesso vale per gli uomini, sempre nel decennio preso in considerazione: 2.116 sono quelli deceduti, 1.761 le morti attese. In questo caso l'aumento sulla media regionale è del 20 per cento circa.


L'aumento delle polveri sottili nell'aria del 10%, è direttamente collegato alla morte prematura per patologie respiratorie e cardiachedel 2% della popolazione interessata, in questo caso Pescara, Spoltore e San Giovanni Teatino. Lo certifica l'Organizzazione mondiale della sanità.Questo vuol dire che la responsabilità è degli enti, prima di tuttocomune e regione, che insistono nel concedere autorizzazioni e non sicurano della vita e della salute dei cittadini.Chiediamo di fermare il progetto che equivale alla messa su strada di oltre 1500 macchine ogni ora, per 24 ore al giorno, per 330 giorni all'anno.

Tornando alla questione delle emissioni il WWF segnala che:

a)la centrale a biomassa va a sostituire 14 caldaie a metano. La nuova centrale, presa singolarmente, provoca in maniera incontrovertibile un aumento nelle emissioni per diversi parametri, in particolare Polveri sottili – per circa 7,5 tonnellate/anno - e Carbonio Organico Totale - per circa 30 tonnellate/anno (anche se bisogna precisare che precedentemente non erano tabellate le emissioni delle caldaie a metano per questi due parametri)

b)se, invece, si prendono i considerazione i valori di emissione autorizzati per l'intero stabilimento (quindi considerando anche le linee produttive e non solo la centrale a biomassa) il parametro delle polveri sottili effettivamente diminuisce rispetto alla situazione antecedente. Bisogna però precisare che questo avviene esclusivamente per una scelta aziendale del tutto autonoma da parte del privato FATER che ha deciso di migliorare le performance emissive del resto dell'azienda, al di fuori dell'iter autorizzativo della Centrale a Biomassa che è stato valutato da Regione e vari enti pubblici. Pertanto questo miglioramento non deriva, ad esempio, da una prescrizione puntuale sul progetto di centrale da parte di chi deve tutelare in primis la qualità della vita dei cittadini (per dirla in parole povere: verificato l'aumento delle polveri della centrale, gli enti avrebbero dovuto pretendere il miglioramento in altre aree dell'impianto).

Su questo aspetto bisogna ancora chiarire un aspetto molto importante relativo alla qualità delle polveri emesse. Infatti se da un lato c'è un aumento delle polveri sottili da combustione dall'altro si diminuiscono le polveri emesse nel ciclo produttivo, le quali sono costituite quasi esclusivamente dalle cosiddette polveri di cellulosa. Nella commissione di oggi abbiamo registrato profonde divergenze di opinione sul punto tra il rappresentante del Mario Negri sud e i tecnici dell'azienda. Il WWF si è riservato di approfondire questa tematica perchè la qualità e la granulometria delle polveri hanno grande rilevanza per stabilire i potenziali effetti sulla salute.

Invece un altro punto è ormai del tutto fuori discussione: le emissioni per il parametro del Carbonio Organico Totale (COT) non solo aumentano per la Centrale a biomassa ma aumentano anche tenendo conto dell'intera azienda perchè non si registrano miglioramenti su questo aspetto sulle linee produttive. L'aumento delle emissioni per questo parametro appare di circa il 30% rispetto alla situazione precedente. Durante la commissione la Fater ha riconosciuto l'esistenza di questa criticità sollevata dal WWF e ha preso un'importante impegno nei confronti della collettività sulla riduzione delle emissioni per questo parametro. Non è questione da poco. Ricordiamo, infatti, che il COT è un indicatore generico delle emissioni di composti organici, tra i quali vi sono potenzialmente anche sostanze estremamente dannose come gli Idrocarburi Policiclici Aromatici e i composti organici volatili.La centrale a biomasse di quelle dimensioni, alimentata da oli vegetali ottenuti per via meccanica e chimica da semi di colture oleaginose (importati per un numero considerevole di anni nella totalità da "luoghi lontani" e probabilmente nel futuro per la stragrande maggioranza) senza nessun vantaggio per la comunita agricola e cittadina non ha alcun senso. La stessa centrale - secondo il mio personale pensiero - annullerebbe per giunta gli sforzi dell' UE che tramite il PSR della Regione finanzia impianti per la produzione di energia rinnovabile per le esigenze di ciascuna azienda agricola che voglia ridurre i costi legati al consumo di energia; le aziende di qualunque comparto (agricolo, manifatturiero, meccanico insieme alle famiglie) non trarrebbero alcun beneficio, ma evidenzio esclusivamente un fine personalistico nella realizzazione di um impianto cosi impattante. Da quando si è iniziato a parlare di questo progetto non ho mai ne sentito parlare ne assistito in questi anni ad una riunione per strutturare un intero comparto che possa in minima (minima) parte eventualmente produrre materia prima (i dubbi sono chiari quando si parla di ricaduta positiva nei confronti degli agricoltori e le aziende agricole, senza considerare altri fattori tecnici pur importanti). Ho assistito esclusivamente ad un dibattito positivo tra i nostri concittadini, a sminuire da altre parti il lavoro di persone impegnate in battaglie sociali che conoscono il nostro territorio e ad un progetto che produrrebbe solo pochissimi posti di lavoro (nell ordine della decina ?) e che parte dalla fine.

Le centrali a biomasse ricavano energia e calore dalla combustione della biomassa, e non è corretto affermare che non contribuiscono all’effetto serra, ovvero al riscaldamento globale del clima dovuto all’immissione nell’atmosfera di gas serra, quali ad esempio la CO2
Infatti gli oli che vengono bruciati nelle caldaie, non cadono dal cielo ma bisogna produrli, e dietro questa produzione c’è un consumo di CO2 che viene immessa nell’atmosfera.
Basti considerare la CO2 generata dal percorso di questi oli che provengono da paesi di altri continenti, dove sta avvenendo una deforestazione selvaggia a favore delle coltivazioni che generano tali oli, che saranno successivamente trasportati su di una nave, percorreranno tratte oceaniche giungendo al porto dal quale poi saranno trasportati alla centrale dove verranno bruciati.
Quindi non siamo più in pareggio, ma c’è una sovrapproduzione di CO2 ,che viene immessa in atmosfera, causata da tutti questi passaggi.
Nel bilancio energetico (cioè la differenza tra energia consumata per produrre un litro di olio vegetale e quella che si è in grado di produrre attraverso la sua combustione) bisogna considerare il quantitativo di petrolio utilizzato per produrre fertilizzanti e antiparassitari; il gasolio consumato dai mezzi agricoli impegnati per lavorare il terreno e per distribuire gli antiparassitari; il consumo di gasolio per alimentare le macchine impiegate per la raccolta di semi da cui viene estratto l’olio ed il consumo di energia elettrica per l’estrazione dell’olio.
Ergo, l’energia prodotta da una centrale a biomasse è inferiore a quella consumata per ottenere l’olio.
Non a caso le centrali a biomasse rientrano all’interno della categoria di impianti che generano energia incentivati dallo Stato con i “certificati verdi” (soldi prelevati dalla nostre tasse e che vanno a rendere estremamente conveniente la creazione di questi impianti).Senza questa forma di incentivazione le centrali a biomasse non sarebbero realizzate poiché economicamente non convenienti.
Bisogna anche spiegare alla cittadinanza che in un mercato di libera concorrenza,nella nostra città non ci potrà essere solo una centrale, ma chiunque vorrà realizzare una centrale a biomasse, lo potrà fare
tranquillamente, sempre nel rispetto della legge, e nessuno potrà impedire ad un altro imprenditore di costruirsi la propria centrale.
Ci dovremmo preoccupare ,inoltre, delle possibili ripercussioni derivanti dalla inesistenza di un regolamento comunale, nonché della salute degli abitanti di tutte la abitazioni che si trovano a ridosso della zona industriale e non solo che dovranno “convivere” con le centrali a biomasse.
I sostenitori delle centrali a biomasse, affermano che le immissioni restano al di sotto della soglia prevista per legge. Permettetemi di dire che è un errore considerare l’immissione di una molecola, come un qualcosa che nell’ambiente scompare come per effetto di una bacchetta magica (legge di Lavoisier), ma come un qualcosa che ci rimane, magari combinandosi con altri inquinanti presenti nell’atmosfera, originando delle molecole ancora più pericolose, che si depositano sugli ortaggi (di cui ci nutriamo), entrando nel nostro organismo quindi non solo per via aerea ma anche per via alimentare.
Nel nostro organismo queste molecole non vengono eliminate, bensì si accumulano a quelle che sono state ingerite o inalate il giorno precedente.
Per cui è facile capire come moltiplicando gli anni di funzionamento di una centrale, per il totale dei metri cubi annui di fumi si possa nuocere alla salute. Questo ovviamente riguarda una sola centrale!!! Considerando che ci possono essere più di una centrale a biomasse (mercato della libera concorrenza) aggiungiamo quindi anche i volumi di metri cubi totali di inquinanti emessi anche da queste. E a questo proposito vi invito a leggere quanto segue sul link di validi esperti in materia: http://www.nureaveto.com/file/Biomasse,%20inquinamento%20ambientale%20ed%20effetti%20sulla%20salute.pdf
Secondo il prof. Gianni Tamino, biologo e docente presso il dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova dal 1974 e membro del CSA,” nella combustione degli oli vegetali vengono rilasciate polveri sottili, formaldeide e acroleina, responsabile del caratteristico odore di frittura”
“l’Agenzia Internazionale Per la Ricerca sul Cancro (IARC) sin dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana”
L’acroleina è una sostanza tossica per il fegato e irritante per la mucosa gastrica.
Secondo il prof. Stefano Montanari, dal 2004 direttore scientifico del laboratorio di nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie, “ogni volta chi si brucia qualcosa di organico in presenza di cloro, un elemento pressochè ubiquo, si produce la più insidiosa delle DIOSSINE, quella con quattro atomi di cloro nella molecola”. “si producono quantità rilevanti di micro e nanoparticelle che originano dal contenuto , appunto, inorganico della pianta stessa; un contenuto tutt’altro che irrilevante e fortissimamente dipendente dal terreno in cui la pianta è cresciuta”.

Ancora , secondo il prof. Gianni Tamino la diossina “ è una sostanza che ha una emivita(durata) di vent’anni, si accumula negli organismi ed entra nella catena alimentare, arrivando al latte materno. Se calcoliamo la produzione di diossina per tutto l’arco di vita della centrale otterremo “n” grammi. Ma un grammo…è la dose massima ammessa per 4,5milioni di abitanti”.Una centrale a biomasse (detta anche cogeneratore) come quella progettata dalla Fater e autorizzata dalla Regione su via Raiale, emette ogni ora polveri dannose alla salute tanto quanto 1.504 automobili in movimento. È come moltiplicare ogni giorno il traffico presente su via Tiburtina per 5,6 volte, quello di corso Vittorio Emanuele per 5,2 volte, e quello dell'asse attrezzato, all'altezza dell'uscita di via Aterno, di quasi 6 volte. Infatti, secondo i dati inseriti nel piano generale del traffico del Comune di Pescara già qualche anno fa, la media di auto che circolano ogni giorno su via Tiburtina è di 6.469, quella di corso Vittorio di 6.891 e quella dell'asse attrezzato (via Aterno) di 6.226. Il confronto con l'impianto a biomasse Fater da 8,9 megawattore, con una potenza termica pari a 18,6 megawatt, è utile per capire la quantità di polveri immesse nell'aria, in una città che Legambiente, solo pochi giorni fa, ha messo nella lista nera di quelle che superano i limiti di legge di polveri sottili. Una condizione, quella dell'aria di Pescara e della vicina Spoltore, definita «gravissima» anche dal Wwf. Per questo motivo dico No Alla Centrale a Bio Masse della Fater ho costituito un comitato su Fb
NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE DELLA FATER A PESCARA

https://www.facebook.com/groups/144404485610145/

stiamo raccogliendo firme da presentare agli organi preposti alla tutela della salute in quanto io e altre persone del comitato riteniamo che ci siano solo vantaggi di tipo economico dell'azienda e dei danni di natura ambientale sia nel territorio dove venga estratto l'olio sia dove sara' bruciato perche' dalla ciminiera della centrale uscira' l'effetto di una combustione per questo motivo chiedo all'azienda di riconvertire il progetto nell' istallazione di impiantistica solare per dare autonomia energetica senza nessun peggioramento della qualita' dell'aria.

DOTT. PAOLO CARINCI

 Pescara  05/02/2011  

 FIRMA    LA  NOSTRA   PETIZIONE   

 firma la petizione online
http://www.thepetitionsite.com/2/no-alla-centrale-a-biomasse-della-fater-a-pescara/
 



Stefano Montanari Le Centrali a Biomasse

http://www.youtube.com/watch?v=-nqvGSInHl8&feature=player_embedded

Biomasse e deforestazione

http://www.salvaleforeste.it/201201311646/biomasse-e-deforestazione.html#.TyqulhsSiZs.facebook

Il mercato delle biomasse alimenta l'assalto alla terra

Read more: http://www.salvaleforeste.it/201109291562/il-mercato-delle-biomasse-alimenta-lassalto-alla-terra.html#.TyxYkBD825s.facebook#ixzz1lVqFbDaa

DOPO   AVER    FIRMATO    LA   PETIZIONE    MANDA    LA TUA   LETTERA   DI  PROTESTA   QUI    AGGIUNGENDO    CONSIDERAZIONI     PERSONALI  

1 commento:

  1. Non entro nel merito delle compensazioni che diligentemente l'azienda ha messo in atto ne tantomeno entro in dibattiti di tipo strumentale come si sta facendo in questo periodo su un giornale molto di parte come "il Centro", e mi limito a trattare dell'argomento da un punto di vista scientifico: 1) Non è corretto generalizzare che gli impianti a biomassa sono CO2 positivi, il tutto dipende da diversi fattori: il luogo di produzione della materia prima, il tipo di lavorazione, l'estensione ed il posizionamento della cultura e la distanza. Legambiente ha condotto uno studio LCA sulla Jatropha che FATER utilizzerà. Questa pianta cresce nei terreni aridi desertici dell'Africa, non è edibile e se ne ricava dell'olio solo tramite pressatura meccanica. Il trasporto di questa materia prima incide solo per il 15% sull'intero LCA, la centrale FATER ricordo essere di 8 MW mentre nella nave concordia di Costa ci sono ben 80MW a gasolio!, per cui l'intero ciclo è a CO2 negativo, quindi nessun aumento. 2) Conosco le pubblicazioni del biologo Prof. Tamino che però, preciso, è solo un parere di un esperto fra tanti altri. Legambiente ha da sempre fatto giusta informazione e sottolinea che vi sono numerosi pubblicazioni di altri scienziati che affermano che, ad oggi, non è scientificamente confutabile che le polveri di cellulosa (poi bisognerebbe capire di che tipo parliamo in quanto le aziende cartiere non utilizzano semplice cellulosa) siano più dannose di quella da combustione. Inoltre è da distinguere il tipo di combustione, è stato ampiamente dimostrato che la combustione di sostanze fossili derivate dal petrolio sia molto ma molto più dannosa della combustione delle biomasse ed anche qui bisogna distinguere dal tipo di biomassa, colza, olio di palma,jathropha, etc.., preciso inoltre che la jatropha scelta dall'azienda se coltivata in Africa non ha bisogno di pesticidi ma se fosse coltivata qui ne avrebbe bisogno di tantissimi. Inoltre si deve conoscere bene il processo di combustione per parlare di effetti sulla salute. La jathropha è priva di IPA ed è priva di formaldeide ed acroleina. Questa ultima molecola si forma nella fritture e non nelle combustioni! Attenzione a dare notizie corrette! Di seguito alcune delle pubblicazione che menzionavo -Bell, M.L., Dominici, F., Ebisu, K., Zeger, S.L., (2007). Spatial and temporal variation in PM2.5 chemical composition in the US for health effects studies. EHP 115 (7): 989-995 - Li, N., Sioutas, C., Cho, A., Schmitz, D., Misra, C., Sempf, J., Wang, M., (2003). Ultrafine particulate pollutants induce oxidative stress and mitochondrial damage. Environ Health Perspect 111 (4): 455-460 - Oberdoerster, G. (2000). Toxicology of ultrafine particles: in vivo studies. Phil Trans R Soc A 358 (1775): 2719-2740. 3) Legambiente continua incessantemente a far notare che nella val Pescara, come da dati ufficiali Regionali e ISPRA, l'80% dell'inquinamento da PM 10 deriva da traffico veicolare e da riscaldamento. Non mi sembra che le amministrazioni locali abbiano adottato alcuna delle soluzioni indicate nel piano regionale di tutela della qualità dell'aria pubblicato sul BURA del 05/12/2007 rif. pag. 188. Dove sono le piste ciclabili? Dove sono le misure di potenziamento della mobilità collettiva? Dov'è il mobility mgr del Comune di Pescara? Dove sono le aree di interscambio? Perchè l'interporto è fermo da anni? Dove sono le iniziative di car sharing, car pooling? Dove sono gli incentivi per le bici elettriche? Perchè la commissione ambiente del comune di Pescara non ha mai fatto nulla a riguardo? Non si afferma che le aziende non inquinino ma bisogna assolutamente lavorare da subito sull'80% responsabile dell'inquinamento che è il veicolare. Più in generale legambiente sostiene che le centrali a biomassa vanno valutate caso per caso e non è corretto fare comizi troppo generalizzati su questo aspetto altrimenti si rischia di sfociare in disinformazione e falsi allarmismi.


    Antonio
    socio di Legambiente

    RispondiElimina